
Inganno i giorni guardando lontano
oltre il limite dello sguardo,
l’umore ballerino
danzante precipita su note di primavera.
Distratto da quel che eravamo
sui prati di agosto
nei caldi bar di gennaio,
l’abbraccio complice di due anime in fiore
sboccia al soffio del vento,
dolce mi accarezza la barba.
Dalla finestra affacciata su marzo
tutto sembra essere muto,
il tamburo nel petto
segna il passo verso il prossimo sogno.
Vorrei gridare al cielo sdraiato
sul mondo così complicato
avido
di quel che manca per essere uniti,
nel tempo del boia che avanza
come lupo ti cerco guardando la luna
senza sfiorarti
ti sento,
seppur lontana
ti vedo,
lucciola portata dal mare
brilli
nel silenzio del mondo,
che lento ci prepara alla sfida,
alla vita.
Alfredo Francesco Caiazzo








